Il significato della memoria
Questi eventi hanno segnato la storia non solo della piccola comunità di Servigliano, ma anche dei molti paesi che si affacciano sulla Valle del Tenna. Recuperare la memoria di tutti questi eventi che hanno interessato il Campo di prigionia è un dovere verso coloro che hanno vissuto quei drammi, ma anche verso le nuove generazioni. Gli eventi si possono distinguere in tre momenti, in relazione a tre grandi passaggi della storia del Novecento:
Ognuna di questi momenti rappresenta una ‘crisi di valori’ della società, l’asservimento di intelligenze umane e di risorse a ideologie che pretendevano di essere assolute ed uno strascico apocalittico di distruzione e di morte:
Tra i vari Campi di prigionia presenti nel territorio italiano, quello di Servigliano permette un percorso storico-ideologico che è forse unico.

Il muro di cinta del campo di prigionia di Servigliano
Oggi, delle strutture del Campo non è rimasto molto: negli anni Settanta, le baracche in abbandono ormai fatiscenti vennero distrutte e l’Amministrazione comunale provvide alla realizzazione di un Centro polisportivo all’interno delle mura di cinta. Rimane qualche baracca esterna al Campo, adibita a civile abitazione in questi anni, ed un rudere con il tetto crollato all’interno, nel lato ovest. Rimane anche imponente e sinistro il muro di cinta che circonda il campo, alla cui sommità si intravedono i cocci di vetro che dovevano scoraggiare ogni fuga ed ogni contatto con l’esterno.
La società è cambiata, il benessere dilaga, le esigenze sono diverse ma è giusto non dimenticare un luogo che rappresenta le grandi follie del Novecento, che si offre ancora come un libro aperto, da mostrare alle future generazioni.
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