Il progetto della
Casa della memoria del
Campo di Prigionia di Servigliano
L’obiettivo del progetto è di realizzare un centro, la ‘Casa della memoria’ appunto, dove raccogliere materiale documentario, tenere contatti ed accogliere gruppi per educare i giovani e le future generazioni ai valori della pace, della democrazia e della solidarietà.
Non si tratta di pensare a grandi lavori di ricostruzione, solo di stabilire un contatto tra il luogo come è vissuto adesso e il suo uso nel passato recente.
Per questo motivo siamo interessati a stabilire contatti:
Per questo motivo cerchiamo:
Tutto questo materiale sarà utilizzato per realizzare una mostra permanente.

Foto recente di una delle baracche del campo
La dimensione internazionale
La dimensione internazionale della ‘Casa della memoria’ è dovuta all’enorme numero di persone che sono transitati per il Campo di Servigliano. Il Campo era stato costruito all’inizio del Novecento per accogliere circa 10.000 prigionieri; dimezzato sotto il fascismo, venne utilizzato per contenere fino a 5.000 prigionieri nella Seconda Guerra Mondiale; infine, divenne centro di raccolta per i profughi.
Tenendo conto di ciò, si possono considerare attendibili le seguenti presenze:
Dunque, non è azzardato approssimare a svariate migliaia il numero di coloro che hanno toccato la terra del Campo e ci hanno probabilmente lasciato lunghi giorni, quando non anni, gravidi di emozioni e di ricordi. Certamente molti di costoro non ci sono più, troppo tempo è passato, ma numerosi saranno coloro che sono ancora viventi e desiderosi di ricordare e di rivisitare il luogo che hanno conosciuto in occasione di tristi eventi. Alcuni ex-prigionieri inglesi o americani già ritornano a ripercorrere queste strade, a visitare ciò che rimane del Campo, a riprendere il contatto umano con le persone di Servigliano o dei paesi vicini che li hanno aiutati nei momenti difficili.
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